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Dati e Numeri per combattere Scetticismo e scarsa Formazione

In Italia, più che in tutti gli altri Paesi del comparto Europeo e forse Mondiale,vige un innato scetticismo verso tutto ciò che può essere considerato nuovo o rivoluzionario, in primis da parte delle istituzioni. Questa cronica “lentezza” nel cogliere opportunità ed innovazioni sta paralizzando il Paese da oltre un trentennio.

Questo scetticismo, soprattutto nelle PMI, in merito al mondo del commercio elettronico (e-commercing, appunto) nasce, molto semplicemente, dalla scarsa preparazione che gli stessi imprenditori hanno ricevuto in materia. L’imprenditore medio, infatti, non vede nell’ecommercing un opportunità senza precedenti, ma un mero investimento a fondo perduto dal ROI tendenzialmente basso, se non nullo.

Queste considerazioni non nascono né “dal nulla” né tantomeno da dati reali che, anzi, dimostrano esattamente il contrario, ma dal fatto che le PMI, costantamente vessate da una infinita serie di problematiche fiscali, giuridiche e burocratiche, nonché da una situazione economica disastrosa, non riescono a trovare energie e tempo per focalizzare l’attenzione sull’innovazione tecnologica e sul progresso. Tale compito, a maggior ragione in questo incredibile periodo di crisi, dovrebbe essere assolto dalle istituzioni stesse che, invece, sonnecchiano all’ombra di problematiche come IMU, IVA e legge elettorale.

Poiché piangersi addosso è pratica talvolta comune ma di certo non redditizia, ci sentiamo in dovere, come operatori del settore, di colmare tale lacuna formativa esponendo dati e statistiche reali sulla situazione generale dell’e-commercing, che non possono più essere ignorate o alterate da considerazioni di altro tipo.

E’ giunto per tutti il momento di cogliere un occasione irripetibile. Battere in anticipo la concorrenza dotandosi di un e-commerce che, è ormai certo, è e sarà il canale di vendita principale del presente e del futuro, può risultare una questione di vita o di morte per ogni singola azienda.

I Numeri

Riportiamo, quasi integralmente, i dati, le considerazioni e le statistiche emerse dalla relazione stilata dalla Netcomm, Il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, il 28/05/2013, intitolata “eCOMMERCE, UN VOLANO PER LA RIPRESA DEL MADE IN ITALY”.
Per una lettura integrale del comunicato stampa, potete
cliccare su questo link.

La previsione di crescita delle vendite dai siti italiani per tutto il 2013 si attesta intorno al 17%, per un fatturato stimato intorno ai 11,2 miliardi di euro.

Fra i principali comparti sono in crescita rispetto al 2012: l’abbigliamento (+27%), l’informatica (+24%), il grocery (+18%), il turismo (+13%), le assicurazioni (+12%), l’editoria (+4%).

In crescita del 23% l’export, composto per il 31% dall’abbigliamento e per il 55% dal turismo, per un valore totale di oltre 2 miliardi di euro.

Mette a segno un +160% il Mobile Commerce italiano a quota 427 milioni di euro

Da aprile 2012 ad oggi gli acquirenti online attivi sono aumentati di oltre il 50%, raggiungendo quota 13,6 milioni a fine aprile 2013 (fonte Human Highway-Netcomm), con un picco di
14 milioni di eShopper nel periodo natalizio.

L’indagine Netcomm-ContactLab sui comportamenti d’acquisto dei consumatori ha analizzato le abitudini della popolazione di 5 Paesi Europei Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna, e mostrato che in Italia a fronte di quasi nove utenti su dieci (89%) che si informano online su prodotti e brand e tre su dieci (34%) acquistano online, mentre in UK l’infocommerce più frequentemente si tramuta in occasione di acquisto: nove inglesi su dieci tra gli utenti regolarmente connessi ad Internet acquistano online; in Spagna lo fa un utente su due.

Questo sono solo alcuni dei dati salienti presentati nel corso dell’ottava edizione del Netcomm eCommerce Forum 2013, alla presenza di oltre 4.000 invitati, tra aziende, professionisti e giornalisti, “un’adesione che dimostra come l’eCommerce sia una grande opportunità per le nostre aziende, soprattutto nella difficile congiuntura economica”, come sottolineato da Roberto Liscia, Presidente di Netcomm- Consorzio del Commercio Elettronico Italiano.

Tutti i segnali e gli indicatori che definiscono l’eCommerce in numeri descrivono un settore in salute e crescita. Nessun comparto economico in questa fase di crisi profonda è stato in grado di correre con tale entusiasmo, anche e soprattutto grazie ad una crescita molto importante dei consumatori – continua Roberto Liscia. Le stime che mensilmente rileviamo come Netcomm insieme a Human Highway parlano di circa 14 milioni di individui che hanno acquistato online nei mesi scorsi. Stiamo parlando di popolazione di utenti cresciuta del 50% nel giro di 12 mesi! Persone che hanno finalmente rotto gli indugi, anche per effetto della crisi, e dal mero utilizzo di internet per avere informazioni sono passati agli atti di acquisto. Ma abbiamo ancora grandi margini e potenzialità, come rileva un’indagine condotta con ContactLab su un panel di 61mila consumatori italiani e di altri Paesi Europei che ci mostra come solo il 34% di chi naviga online poi acquista (in UK e Germania siamo nell’ordine del 90%). Anche in Europa, con Ecommerce Europe, l’Associazione europea di cui Netcomm fa parte come socio fondatore, i segnali che osserviamo sono ugualmente di segno positivo, con un incremento annuale delle vendite nell’ordine del 22% per il 2012. Parliamo di un fatturato complessivo di oltre 305 miliardi di euro, che pone l’Europa come il primo mercato mondiale, davanti agli USA, che sono a quota 280 miliardi di euro, seguiti da Asia-Pacifico con 216 miliardi di euro.

Un trend positivo destinato a continuare, visto che anche le previsioni per i prossimi 5 anni stimano una crescita a doppia cifra per l’area euro.

E anche le previsioni sul 2013 che leggiamo oggi elaborate col Politecnico di Milano confermano una crescita del 17%, per un fatturato stimato intorno ai 11,2 miliardi di euro.”

L’eCommerce può davvero rappresentare il riscatto per le nostre imprese e un vero volano per competere sui mercati internazionali.

Non mi stancherò mai di sollecitare le nostre istituzioni, e soprattutto il Governo in carica, a continuare sulla via tracciata in tema di pagamenti elettronici, quali l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di rendere disponibili i pagamenti con carte e home banking, così da accelerare i comportamenti digitali degli italiani – continua Roberto Liscia. La moneta elettronica rappresenta la vera frontiera che permetterà alle piccole imprese di superare gli ultimi tabù per l’ingresso in questo nuovo e promettente mercato globale dell’eCommerce. Un settore che ormai sta raggiungendo un’età e un’esperienza ragguardevole, al punto da essere la vetrina più efficace per presentare il nostro Made in Italy in tutto il mondo.
Alcuni distretti manifatturieri se ne stanno rendendo conto e stiamo sviluppando una filiera di export multicanale verso la Cina per dare ai nostri brand e ai nostri artigiani la possibilità di far conoscere e vendere a quella popolazione immensa il frutto del loro talento”.

La crescita è trainata dalle vendite di prodotti, che, grazie all’andamento molto positivo soprattutto di Abbigliamento e Informatica ed elettronica di consumo peseranno nel 2013 quasi il 40% del totale vendite. – ha dichiarato Riccardo Mangiaracina, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio B2c Netcomm-Politecnico di Milano
Nel 2013 aumenterà ulteriormente la qualità e quantità dell’offerta online, grazie sia ai nuovi ingressi (soprattutto nei comparti dell’Abbigliamento e dell’Arredamento) che all’estensione della gamma da parte di alcuni player dell’eCommerce“.

FOCUS SUL CONSUMATORE ONLINE: INDAGINE NETCOMM-CONTACTLAB

Nell’indagine svolta su un panel di 61mila utenti sulle abitudini degli utenti internet italiani nell’acquisto online, parte integrante dello European Digital Behaviour Study 2013, si sono analizzati i comportamenti digitali della popolazione di cinque paesi europei: Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna. Solo il 34% degli italiani che navigano online decidono di acquistare, contro il 90% di UK, l’87% in Germania, il 79% in Francia e uno su due in Spagna.

Da una parte è sicuramente sintomo di una forte potenzialità di crescita ancora tutta da esprimere rispetto agli altri Paesi oggetto dell’indagine: l’indagine ci rivela anche, infatti, che l’8% di chi non ha ancora acquistato online pensa di effettuare il primo acquisto nei prossimi 12 mesi; a questi utenti si aggiunge un ulteriore 50% di utenti disposti a comprare online, anche se non sanno ancora esattamente quando.

Di più, va confermandosi un circolo virtuoso per cui chi già acquistava, non solo in Italia ma in tutti i Paesi oggetto dell’indagine, nell’ultimo anno lo ha fatto più spesso e con maggiore varietà. A ciò si aggiungono, anche se in forma più contenuta, le diffidenze nei confronti dei pagamenti online, come testimonia anche la caratteristica tutta italiana di preferire il pagamento tramite carta di credito prepagata (lo dichiara il 48% degli utenti intervistati). Il dato sembra suggerire che chi aveva timori sulla sicurezza li ha risolti utilizzando le prepagate, dove carica importi limitati senza temere danni al proprio conto corrente.
In tutti gli altri Paesi coinvolti dall’indagine la modalità di pagamento preferita è Paypal: lo dichiara il 68% degli inglesi, il 55% dei francesi, fino ad arrivare al 43% degli italiani. In Germania il 48% degli utenti dichiara di preferire il bonifico bancario.

In caso di esperienza negativa che cosa si aspettano gli acquirenti online?
Gli italiani mettono al primo posto il ritiro e la sostituzione dell’articolo difettoso senza costi aggiuntivi.
I tedeschi invece puntano sull’efficienza delle procedure per il recesso.
Gli spagnoli manifestano una tipica esigenza di caring, che si traduce nella richiesta, fatta da più della metà degli intervistati, di un customer care sempre disponibile.