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Nell’intento di creare una lista di consigli per principianti (e finti esperti) alle prime armi con Google AdWords, ci siamo imbattuti in una splendida infografica che raccoglie 28 punti, pochi in più rispetto a quelli che pensavamo fossero utili, realizzata dalla White Shark Media. L’infografica originale è visibile a fondo pagina. Quella che segue è una traduzione essenziale e stringente dei 28 “Consigli Adwords“.

Annunci e Landing Pages

  1. Buoni risultati in termini di metriche, ad esempio il CTR, non necessariamente comportano conversioni vere e proprie. Una volta attratto il cliente sarà necessario convincerlo definitivamente attraverso una buona landing page, contenuti e call to actions persuasive e…buoni prodotti e prezzi competitivi!
    Se un prodotto “fa schifo” o i suoi prezzi sono fuori mercato allora siete ugualmente spacciati!
  2. Rilevanza: è tutto. Parole chiave specifiche per annunci specifici con landing pages specifiche. Questi steps aumentano notevolmente la rilevanza dell’annuncio, il che migliora il CTR, diminuisce il CPC e permette migliori posizionamenti a parità di budget.
  3. Call To Actions: Mai dimenticarle! “Telefonaci” “Scrivici” “Preventivo Gratuito” “Offerta” “Promozione” “Compra ora!” … queste sono solo alcune delle Call To Actions che possono migliorare notevolmente il vostro CTR.
  4. Landing Pages: non prendete in giro gli utenti! Chi clicca su un annuncio lo fa perché desidera trovare all’interno della pagina a cui verrà indirizzato un contenuto che sia perfettamente inerente al testo dell’annuncio. La minima incongruenza può aumentare il CPA in modo spaventoso!
  5. Sitelinks. Google AdWords mette a disposizione un sistema attraverso il quale, sotto ogni annuncio, far apparire i cosiddetti SiteLinks, cioè link inerenti ad altre pagine del vostro sito web. Non utilizzarli è davvero un peccato, poiché aumentano di molto la visibilità (e talvolta l’utilità) dei vostri annunci.

 Parole Chiave

  1. Chiavi a Corrispondenza Generica: meglio evitarle se è possibile. Andrebbero farcite con 1000 parole chiave negative, che vengono scoperte nel corso di diversi mesi. A questo punto è meglio effettuare una seria ricerca delle parole chiave.
    Possono essere utili solo in alcuni casi, come spiegato nel prossimo punto.
  2. Chiavi a Coda Lunga (long tails): Ottimo, ma non solo quelle!
    E’ necessario pensare in modo “strategico”. Talvolta le chiavi a coda lunga sono davvero “impensabili”. Spendere parte del budget per parole chiave broad o phrase match può essere utile per consultare, poi, attraverso quali parole chiave a coda lunga gli utenti hanno attivato gli annunci.
  3. Parole chiave composte da una sola parola. Difficile che possano essere utili. Sono troppo generiche e non conducono il prospect ad uno specifico livello della awareness ladder, il che non consente di poterne controllare ed indirizzare il flusso di azione/navigazione a partire dalla landing page.
  4. All’interno della stessa campagna è possibile usare la stessa parola chiave in diversi tipi di corrispondenza. I risultati possono essere interessantissimi in termini statistici.
  5. Le Parole Chiave Negative contano tantissimo! Crearne una lista opportuna è fondamentale quando si usano parole chiave con corrispondenza generica o a frase.
  6. Utilizzare una lista di parole chiave negative valida per tutte le campagne. Esempio: la It Serv offre un servizio di realizzazione ecommerce su piattaforma Magento o WordPress, ma non su base Prestashop. Quest’ultima può essere usata come “parola chiave negativa” e può essere impostata in tutte le campagne, evitando che ogni singolo annuncio (anche per servizi SEO e SEM) possa essere attivato quando l’utente cerca specificamente agenzie che lavorano su piattaforma prestashop.

 Struttura dell’Account

  1. Strutturare l’Account in modo Meticoloso e Granulare. Ogni singolo annuncio, ed ogni singola landing page collegata, deve essere correlato specificamente a parole chiave “perfette”, cioè totalmente inerenti alle intenzioni di chi cerca. Esempio: chi cerca “veleno per ratti” potrà essere interessato al 90% a cliccare su un annuncio del tipo “veleno per topi”. Se, però, creassimo un annuncio specifico che si attiva solo per la parola chiave “veleno per topi”, allora saremo certi al 100% di andare incontro alle reali intenzioni di chi sta cercando tale prodotto.
  2. La Struttura dell’Account deve essere perfettamente allineata a quella del Sito Web. Un trucco è quello di usare il menu del sito web e replicarlo all’interno dell’account adwords. Ogni pagina avrà un suo riferimento. Questo aumenterà notevolmente la rilevanza dei singoli annunci.
  3. Una Parola Chiave per Ogni Annuncio è un mantra particolarmente famoso. Sebbene possa essere corretto pensare così ad una campagna Adwords davvero granulare, la verità è che tale approccio comporta l’utilizzo di strumenti professionali e tempi biblici per la creazione di singole campagne.
    Solo per campagne davvero mirate e scarsamente complesse può essere utile tale filosofia.
  4. Tenere Sempre Separate le campagne display dalle campagne di ricerca
  5. Utilizzare gli Strumenti Avanzati: ottimizzare i bids in base a località, giorni, ore del giorno o dispositivi. Sabati e domeniche, ad esempio, per alcuni settori specifici. “regalano” la possibilità di spendere meno per far comparire i propri annunci (a parità di posizione).
  6. Geolocalizzazione: utilizzare e settare luoghi specifici piuttosto che impostare un raggio d’azione. Quest’ultimo strumento non è preciso come si può pensare.
  7. Mobile: non è più una scelta, è una necessità! Adattare gli annunci dedicati al mondo mobile è a dir poco fondamentale.
  8. Tablet: non vengono più riconosciuti separatamente dai PC. Fattore di non poco conto quando si progetta una landing page.

Display, Ricerca, Remarketing ed Elenco Prodotti

  1. Non solo il classico annuncio: sfruttare tutte le funzionalità messe a disposizione: sitelinks, mobile ads, estensioni per le app, remarketing, estensioni per le offerte, estensioni per le mail e per i contatti… Sfruttate tutto, ma proprio tutto!
  2. Google Merchant Center: chiunque abbia un e-commerce ha la possibilità di mostrare i propri prodotti, con tanto di immagini e prezzo, come se fossero annunci all’interno di un apposito “box” separato da quello degli annunci testuali. E’ inutile dire quanto importante possa essere una campagna AdWords impostata in questo modo.
  3. Mobile: il testo di un annuncio destinato al “mobile” può essere adattato per attrarre maggiormente l’attenzione dell’utente. E’ stato dimostrato che citare all’utente il fatto che sta navigando da un dispositivo mobile aumenta CTR e CR.
  4. Dai dispositivi mobili è possibile visualizzare solo i Primi 3 Annunci. Fare in modo, dunque, di aumentare il CPC per quelle campagne che risultano essere più redditizie sui dispositivi mobili.
  5. Effettuare una Ricerca da uno smartphone è diverso rispetto al farlo da un pc. Il testo è spesso più breve e compresso, privo di congiunzioni e preposizioni. Pensateci bene quando costruite il vostro elenco di parole chiave.
  6. Quality score: non deve essere una mania, ma quasi. Maggiore è il quality score, migliori sono i rapporti tra posizionamento e CPC. Non smettere MAI di ottimizzare parole chiave, annunci e landing pages.
  7. Se non fosse sufficiente il punto 25, lo ripetiamo anche qui: non ignorate mai il quality score. Può, in pochi minuti, distruggere o far decollare la vostra campagna!

I punti 27 e 28 riguardano alcune difficoltà con i sistemi di pagamento e le fatturazioni mensili. Non ci sembravano poi così interessanti.

Photo Credit: Helga Weber via Compfight cc